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Parliamo delle congas che, come tutti gli strumenti,richiedono molto studio.
Ci sono due tipi di congas quelle in legno e in vetroresina, il fattore che contraddistigue l’una dall’altra è il suono, quelle in legno hanno un suono più caldo a differenza del suono più squillante e plastificato di quelle in vetroresina.
Ci sono varie misure e modelli, le più piccole sono le mini congas alte circa 45 cm con un diametro di 25 cm a salire in ordine crescente ci sono le conghitas e le classiche congas.
Questo tipo di percussioni originariamente venivano impiegate nella musica yuruba e nella musica folcloristica afrocubana, fino ad arrivare ai tempi nostri che le congas sono state integrate in quasi genere musicale, dalla musica pop alla musica dance.
Anticamente facevano parte degli strumenti con accordatura a candela: venivano scavate in un tronco d’albero,ad un estremità veniva inchiodata una pelle di mucca bagnata,fatta asciugare con 1 candela posta all’interno dello strumento.Il calore che asciugava la pelle faceva salire la tonalità della conga fino all’accordatura voluta dal percussionista, a quel punto toglieva la candela e cominciava a suonare.
Con il tempo la tecnica dell’accordatura è cambiata: sull’esterno dello strumento ci sono dei tiranti in acciaio, agganciati ad un cerchio di ferro che vengono tesi con una semplice chiave inglese per dare la tonalità giusta allo strumento.
L’accordatura delle congas si sviluppa su 2 ottave della scala musicale armonica,di solito tra due congas (conga e tumba) ci sono quattro toni di differenza FA - SOL con tre congas FA - SOL - SIb con quattro congas FA - SOL - SIb - DO con cinque congas FA - SOL - SIb - DO - DO dell’ottava superiore; per quanto riguarda i timbales (paila) e i bongò ci sono quattro toni tra macho ed embra (tamburo più piccolo e più grande).
Le misure delle congas sono quattro: Requinto, ( il più piccolo e acuto usato per l’improvvisazione) e a seguire in ordine crescente, quinto, conga, tumbadora.
Una conga ha quatto suoni:
1- TONO BASSO
che si ottiene colpendo la pelle al centro con il palmo della mano lasciando che vibri liberamente
2- TONO APERTO
che si ottiene colpendo la pelle dello strumento con la mano tesa e dita unite e lasciare che la pelle del tamburo vibri e faccia uscire il suono
3- SLAP
che si ottiene dando uno schiaffo alla pelle del tamburo con i polpastrelli delle dita,appoggiando il palmo sul bordo (lavorando a mo’ di catapulta). Ci sono due tipi di slap: quello aperto e chiuso,
in quello chiuso i polpastrelli rimangono appoggiati sopra la pelle dello strumento, a differenza di quello aperto che i polpastrelli rimbalzano sulla pelle del tamburo in modo da far uscire gli armonici liberamente.
Questo tipo di slap è usato soprattutto negli assoli.
4- TONO PRESSATO
che si ottiene pressando con le dita della mano la pelle del tamburo,darà un suono ovattato che farà alzare la tonalità di mezzo tono.
Oltre ai suoni abbiamo anche il TUMBAO : particolarità della tecnica afrocubana, che solo chi la conosce a fondo è abituato ad usare (cosa che molti percussionisti non fanno).
Tuttavia,per alcuni tipi di musica questa conoscenza è indispensabile, soprattutto per la cultura afrocubana,afrojazz,funkysalsa,salsa,ecc..
Naturalmente per suonare le congas oltre a queste informazioni bisogna conoscere il solfeggio,bisogna avere una buona lettura ritmica e studiare, studiare, studiare, e se possibile con un buon insegnate che abbia molta esperienza.

Gli strumenti a percussione rappresentano la prima forma di espressione musicale dell’uomo e hanno sempre rivestito un ruolo importeante nella crescita etno-musicale dei vari popoli,essendo presenti in ogni genere di folklore.
Partendo dalle forme più primitive(tutt’ora presenti in alcuni paesi),essi si son o ,con il tempo,sempre più perfezionati,al punto che il termine percussioni risulta fin troppo generico.In esso infatti,possiamo comprendere sia gli strumenti più primitivi (Batà ,Tamburi Premier e tamburi bembé), tipici delle culture afro,afro-cubane,afro-brasiliane, sia quelli contemporanei perfezionatesi nel tempo come quelli usati nella musica classica e contemporanea,in parte frutto del perfezionamento di quelli sopracitati, come timpani, vibrafono, marimbe, campane e gong ecc.,nonchè forme percussive moderne usate nel jazz, funky, fusion,disco music,salsa,rock ecc, come batteria, timbales, congas, rototom, effetti sonori vari ecc.
Questa molteplicità di espressioni musicali,ha portato ad una conseguente specializzazione e perfezionamento delle varie scuole e tecniche percussive;tuttavia non è detto che un percussionista di musica classica non sappia suonare anche le altre. Se per alcuni tipi di strumenti a percussione è più semplice trovare documentazioni e metodi didattici, per altri come ad esempio le percussioni afro o afro-cubane,la cosa è molto più arduaessendo tali generi spesso sottovalutati e considerati patrimonio esclusivo di alcune razze umane.
Se tutto ciò poteva essere sino a qualche tempo fa, cioè quando tale musica non veniva neppure presa in considerazione e anzi spesso ghettizzata (influenzando soltanto quelle fasce di musica occidentale più folklorica e popolare), adesso questo non è più concepibile,poicé ormai ,gran parte della musica contemporanea è condizionata da tali ritmi. Lo studio di questi strumenti, va affrontato con la medesima serietà e impegno di qualsiasi altro strumento musicale,unita ad una necessaria dote di entusiasmo.
percussionisti, si può anche nascere, ma non è detto che per esserlo veramente non ci sia bisogno di impegno nell’apprendere le tecniche dei vari strumenti e ritmi. Una buona preparazione tecnica sullo strumento, permette di esprimere con maggiore facilità la propria fantasia artistica e anzi la potenzia. Anche le percussioni afro cubane(congas,timbales,bongò,ecc), sono strumenti non solo di fantasia e improvvisazione ma anch’essi hanno dei ritmi ben precisi e un accordatura della scala armonica.
Nella musica afro e afro-cubana ci sono molti ritmi, da quelli più antichi africani (Yuka,Bembé, Palo) che venivano usati per rievocare santi e spiriti, a quelli più attuali “afro-cubani” ritmi del Son- Son Montuno, nati nella parte orientale dell’isola di cuba alla fine del XIX secolo diffondendosi nei carnevali di Santiago nel 1892, grazie al musicista interprete Nené Manfugas, che suonava il Tres un tipo di chitarra a tre corde doppie divenendo simbolo del son fino ai nostri giorni. Gli strumenti usati nel Son Montuno sono: Il Tres, Bongà , Congas, Maracas e clave, normalmente suonata dal cantante e infine la Marimbula e la Botija che furono sostituite dal contrabbasso nei centri urbani. Dopo gli anni 20 il son si converti nel genere nazionale cubano, superando anche il Danzon,che lo fu alla fine del secolo passato e all’inizio di questo. Nella decade del 50 Benny Moré, genio della musica cubana, creò una scuola per insegnare l’interpretazione del son, accompagnato dalla sua band.
Questo genere di musica, ha una grande quantità di varianti tra cui possiamo menzionare : il Changuì, il Son Montuno, il Son Habanero, il Sucu Sucu e il Son Pregòn. Alla fine degli anni 60 il bassista cubano Juan Formell insieme alla famosa band cubana Los Van Van, creano el Songo, mescolando il Son con la musica elettronica americana. Formell incorporò nella Charanga i trap drums, il basso elettrico, amplificò i violini in modo che avessero un enfasi ritmica, i cantanti interpretavano a tre voci e in fine introdusse i tromboni nelle charangas cubane. Il Son è, senza dubbio, il genere musicale cubano che più ha influenzato la salsa; tanto nel formato strumentale,quanto nella struttura musicale.
by Silvano Del Gado

La storia, la struttura e l’evoluzione delle percussioni raccontate da Silvano Del Gado!